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L'elettroscopio a foglie: come costruirlo?

L’elettroscopio è uno strumento, inventato nel Settecento, che permette di rivelare la presenza di carica elettrica. Lo strumento, almeno nella versione che viene presentata nel video, non permette di dare una descrizione quantitativa della carica distribuita nell’oggetto in esame, ma solo una descrizione qualitativa: riveliamo la presenza o l’assenza di carica, se questa è tanta o poca, ma non di quanti coulomb (unità di misura, nel sistema internazionale, della carica elettrica) sia la carica considerata.

In questa lezione viene presentata la costruzione di un elettroscopio a foglie. L’elettroscopio a foglie è costituito da un manico metallico (o di un materiale conduttore), fisso, collegato a due lamine, anch’esse metalliche (le “foglie”), libere di muoversi. Il dispositivo viene racchiuso da un vaso di vetro, per evitare disturbi provocati da eventuali correnti d’aria, che potrebbero mettere in movimento le foglie. Avvicinando un corpo carico al manico metallico, quest’ultimo si polarizza per il fenomeno dell’induzione elettostatica: cariche di segno opposto a quella del corpo vengono attratte verso di esso dalla forza di Coulomb; contemporaneamente, per il principio di conservazione della carica, le foglioline, poste all’altra estremità del manico, si caricano entrambe di una carica dello stesso segno di quella distribuita sul corpo e, di conseguenza, si respingono l’un l’altra.

 

 

Crediti immagine: Sylvanus P. Thompson, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Electroscope_showing_induction.png

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Relatori

Massimo Temporelli

Relatore di Oilproject

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