Cloud computing: definizione, caratteristiche ed esempi

Il cloud computing è un modello di business in cui l'utente non compra il prodotto, ma la possibilità di utilizzare quel prodotto e di farlo a distanza, senza disporne fisicamente.
Si tratta sostanzialmente della fruizione di servizi ospitati su cloud, cioè della memorizzazione ed elaborazione di dati grazie a risorse hardware e software localizzate su Internet.

Questo modello è diffuso in alcune varianti: quelle principali sono il software as a service (SAAS), il platform as a service (PAAS) e l'infrastructure as a service (IAAS). Cambiano i prodotti ma il concetto è lo stesso: gli utenti usufruiscono a pagamento di un software, di una piattaforma o di un'infrastruttura informatica  senza però possedere fisicamente il bene.

Il software as a service è il modello che caratterizza la maggior parte dei servizi di cui usufruiamo quotidianamente: mail, motori di ricerca, Google Maps e tanti altri.
Possiamo inoltre citare ad esempio Salesforce.com, che si occupa di customer relationship management, cioè gestisce le relazioni delle imprese con i clienti.
Il platform as a service offre un pacchetto organico di software e hardware: dei server e una piattaforma software collegata. L'infrastructure as a service, invece fornisce soltanto i server e lo spazio di archiviazione: spetta all'utente installare il software, gestire l'hardware, controllare che tutto funzioni. Lo IAAS, dunque, rispetto al PAAS lascia all'utente maggiore libertà di gestire le risorse che ha noleggiato.

Un esempio famoso di infrastructure as a service è Amazon Web Services, che permette agli utenti di noleggiare “computer virtuali”, chiamati “instance”, su cui far girare i propri programmi.
Il servizio ha il pregio di consentire all'utente di variare in tempo reale la quantità di instance utilizzate: se ne possono creare e sopprimere migliaia nel giro di pochi secondi! Le instance vengono misurate in EC2 Compute Unit, la cui potenza unitaria di calcolo è pari a circa 1,2 Ghz.
I prezzi, a seconda del mix di CPU e spazio di archiviazione scelto e del sistema operativo utilizzato, variano da 0.08 a 3.6 dollari/h. L'utente, oltre a pagare per la CPU utilizzata, paga anche un importo variabile a seconda della quantità di GB scambiati: da 0.12 dollari/GB per un traffico mensile compreso tra 1 e 10 giga a 0.05 dollari/GB per un traffico mensile di 350 TB.

In molte aziende il cloud computing model coesiste col freemium: è il caso, ad esempio, di Wordpress, iCloud e Dropbox.
Il cloud computing, esternalizzando alcune fasi produttive, permette di conseguire enormi vantaggi in termini di costo e di agilità complessiva dell'impresa e consente al management di concentrarsi sugli aspetti centrali dell'attività aziendale, come la cura per il prodotto e l'assistenza ai clienti.
Le politiche di prezzo sono generalmente basate sul consumo effettivo, non su un importo fisso periodico. In particolare vengono adottate modalità di calcolo del prezzo automatizzate e molto precise, che misurano il consumo in gb/mese, ghz/ora o altre unità di misura.

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Relatori

Lorenzo Tondi

Blogger presso A Tutto Tondi

Laurea in Economia - Università Bocconi di Milano

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